Eurovision a Torino, fervono i preparativi!

Mancano ancora più di tre mesi all’inizio dell’Eurovision Song Contest e la città si trova già in febbricitante attesa di quello che potrebbe essere l’evento più importante che Torino ospiterà nel 2022: non a caso le stanze d’hotel sono state prese d’assalto da migliaia di avventori provenienti da tutta Europa che hanno reso pressoché impossibile trovare posto nelle date clou del Festival, ovvero i giorni intorno alla finale del 14 maggio. Alcuni hanno anche deciso di approfittare della situazione proponendo prezzi decisamente fuori mercato, si parla di cifre non lontane dai 1000 euro per notte e pressoché mai inferiori ai 500, sia per le stanze d’hotel che per gli AirB&B. Insomma le incertezze legate alla pandemia non hanno certo frenato gli appassionati, e l’entusiasmo non può non aver contagiato una città che, come la regione circostante, si è trovata a fronteggiare una grave emorragia nel settore del turismo: a livello regionale nel 2021 sono stati addirittura un milione in meno rispetto al 2019.

Una grossa opportunità quindi l’ultimo regalo dell’ormai ex sindaca Chiara Appendino alla sua città e lo sa bene il suo successore, Stefano Lo Russo, che si è espresso così riguardo all’evento durante l’incontro con il sindaco di Rotterdam, la precedente città ospitante, per il passaggio del testimone:

“Torino è onorata di essere la città sede della prossima edizione dell’Eurovision Song Contest 2022. Oltre a essere l’evento musicale più importante al mondo, rappresenta anche l’Europa e suoi valori. Valori di pace, uguaglianze e solidarietà, principi fondativi della nostra Unione e da riaffermare ancora oggi. L’Unione europea nasce come un sogno, oggi è realtà. E la musica è uno straordinario strumento di unione dei popoli. Con Rotterdam condividiamo la forte convinzione di una Europa sempre più unita e solidale.”

Nella stessa serata dell’incontro tra i due sindaci, a cui hanno presenziato tra gli altri anche Marinella Soldi, presidente della Rai, e Martin Österdahl, supervisore esecutivo dell’evento, è stata decisa anche la composizione dei tabelloni per le prime due serate, ovviamente tramite un’estrazione causale; saranno ben 41 i paesi a contendersi il titolo quest’anno, inclusi i cosiddetti Big Five (Francia, Italia, Spagna, Germania e Regno Unito) che avranno il privilegio di competere direttamente a partire dalla finale, come già in passato.

C’è grande attesa di conoscere chi rappresenterà l’Italia in questa competizione, ma sarà necessario, come tutti gli anni, attendere il verdetto di un altro festival musicale atteso a livello non solo nazionale, ma financo globale: il Festival di San Remo. Sempre in questa occasione verranno rivelati anche i conduttori di questa edizione dell’Eurovision con in pole position, secondo alcune indiscrezioni, Laura Pausini, Alessandro Cattelan e Mika, scelti oltre che per gli indubbi meriti in ambito musicale anche per la loro eccellente conoscenza della lingua inglese, fondamentale per guidare il pubblico in un evento che fa della sua internazionalità il suo più grande punto di forza. Intanto arriva il primo nome scelto per rappresentare il suo Paese in questa competizione ed è quello di Chanel Terrero, cantante Pop cubana naturalizzata spagnola, che con il brano SlowMo ha vinto il Benidorm Fest, riesumato dopo quindici anni di silenzio, staccando quindi il pass per il palcoscenico più prestigioso.

Non è mancato un ulteriore ringraziamento a coloro che hanno reso possibile, oltre beninteso all’amministrazione cittadina, il ritorno di questo evento in Italia, ovvero i Maneskin che con il trionfo dell’anno scorso non solo hanno definitivamente consacrato la loro band a livello mondiale, ma anche dato la possibilità all’Italia di tornare, dopo molti anni di digiuno, ad essere il paese ospitante. A riguardo di ciò si è così espressa Marinella Soldi:

“[…] Eurovision Song Contest è un grande trampolino di lancio: lo dimostra il successo internazionale dei Maneskin, vincitori dell’ultima edizione, a cui dobbiamo il piacere di essere il paese ospitante quest’anno. Mi auguro che Eurovision 2022 abbia lo stesso spirito e la stessa energia di questa band italiana che con la sua passione, la sua grinta, la forza della sua musica ha conquistato il mondo. Siamo felici che ad ospitare la manifestazione sia Torino, la città che è stata la culla della televisione italiana, abituata ai grandi eventi sportivi e culturali e ad accogliere visitatori di ogni Paese.”

Non sono però mancate anche alcune polemiche, soprattutto riguardo la scelta di coinvolgere 600 giovani volontari che contribuiscano alla buona riuscita del festival. Alcuni ambienti, in particolare appartenenti all’estrema sinistra, hanno fatto notare come sarebbe opportuno provvedere almeno ad un riconoscimento simbolico per coloro che si dedicheranno a questo progetto; simili proteste, arrivate financo in parlamento, avevano scosso anche i Paesi Bassi in occasione della scorsa edizione. Gli organizzatori sottolineano tuttavia come la presenza di volontari sia tipica del festival e coloro che in passato vi hanno preso parte ne abbiano ottenuto un “arricchimento culturale” più che materiale. In ogni caso le polemiche sono state smentite da una risposta massiccia al bando con ben 2700 richieste di partecipazione.

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Davide Cuneo