Un successo mondiale per “Evə”, ne parliamo con Eva Robin’s

Articolo in collaborazione con OrlandoMagazine.

In occasione del secondo tour dello spettacolo Evə abbiamo avuto modo di conversare con una delle protagoniste della suddetta pièce, ovvero Eva Robin’s, una vera e propria icona del mondo queer italiano.
Prima di arrivare allo spettacolo in questione, però, ripercorriamo assieme le tappe della sua carriera da attrice: “Sin da quando ero piccolo, prima della mia metamorfosi e quando ancora andavo alle elementari dalle suore, ho avuto una passione davvero intensa per la recitazione, facevo il possibile per partecipare a tutti i saggi ed alle attività di recitazione scolastiche. Questa passione ovviamente non è mai venuta meno, nemmeno con l’adolescenza e tutti i cambiamenti che mi ha portato. Ho avuto poi la fortuna di poter lavorare sia per il cinema, anche se da un po’ non recito per il grande schermo, la televisione ed il teatro, che tutt’ora è il mio principale impegno”.
Tre linguaggi molto differenti, pur inseriti nel medesimo contesto di arte scenica come spiega Eva infatti: “Il teatro ti tiene coi piedi per terra, crea emozioni genuine, ma è un amante difficile, per così dire, che richiede sempre la massima concentrazione e non lascia spazio all’errore, vista la sua natura; al contrario la televisione è l’esaltazione della fama momentanea, con la sua enorme platea ed i suoi faraonici cachet. E’ davvero difficile non lasciarsi trasportare dall’entusiasmo, eppure tanto in fretta quanto pare aver raggiunto la vetta, così questo mondo ti lascia alle sue spalle. Il cinema è ancora un’altra cosa, ovviamente, molto più vicino al teatro a livello di qualità, ma con la possibilità non da poco di ripetere una scena, di potersi permettere l’errore o di credere di poter fare ancora meglio. Senza poi considerare che la settima arte dispone di mezzi economici che il teatro non può permettersi visto il pubblico decisamente più ampio. Tuttavia il cinema per me è stata più un’infatuazione giovanile, ormai l’ambiente è davvero saturo e lascio volentieri il mio posto alle giovani leve”.
Ripercorrendo una carriera che l’ha vista quindi protagonista di film di tenore internazionale, guidata ad esempio dalla regia di Dario Argento, abbiamo poi modo di fare una breve tappa anche nella nostra Torino dove: “Ho avuto il piacere di lavorare più volte, esibendomi sia al teatro Concordia di Venaria in una rivisitazione del classico le ‘Metamorfosi’ di Ovidio che nello spettacolo ‘M Butterfly’, da cui è stato tratto anche l’omonimo film di Cronenberg, presso le rovine dell’anfiteatro romano. Ancora ricordo con grande piacere anche la rappresentazione del “Giardino dei ciliegi” di Cechov al Carignano in cui interpretavo Charlotte, senza poi dimenticare ovviamente Evə”.
Già perché proprio il ritorno di Evə a Torino è, come detto, l’occasione del nostro dialogo: “Uno spettacolo geniale dal punto di vista della scenografia, che vede gli attori, accomunati da un percorso di transizione, rinchiusi in una gabbia dalla forte valenza metaforica e che solo alla fine vede disvelarsi il suo vero significato. L’opera è tratta dallo spettacolo di oltre 20 anni fa dell’autore transessuale Jo Cliffort ‘La nuova tonaca di Dio’, che ha racchiuso in questa pièce una gran parte della sua esperienza personale. Un lavoro eccezionale, che ha portato questo spettacolo financo fuori dai confini nostrani, è stato senz’altro svolto anche dal regista, Andrea Adriatico, e dal traduttore che ha adattato l’opera ai nostri tempi, Stefano Casi, entrambi anche miei amici e che saluto”.
Ed in effetti dopo il tour dello scorso anno conclusosi a Berlino, pur tra le mille difficoltà del Covid, quest’anno le ultime date sono previste negli States: “Una dimostrazione che il linguaggio performativo del teatro supera ogni barriera linguistica, anche grazie ai “sottotitoli” presenti in sala a margine del palco che permettono a noi attori di recitare nella nostra lingua madre, viste le non poche difficoltà di esprimere la propria arte in una lingua non nostra”.
Si era poi parlato per Eva anche di un ritorno in TV con un talent show, ma la nostra intervistata nega ogni cosa chiosando: “La RAI non mi ha mai contattata, probabilmente le indiscrezioni derivano da alcuni incontri con esponenti del mondo della televisione che tuttavia erano semplicemente incontri di piacere”.
Chiudendo la nostra chiacchierata il nostro sguardo si rivolge al futuro: “In cantiere abbiamo anche un nuovo spettacolo ‘Tutto per Lola’ che vede tre vecchie prostitute difendere una ragazza dal suo protettore, uccidendolo, e finendo quindi sotto interrogatorio della polizia. Una frizzante commedia, ma che porta sempre alla luce temi spinosi come la prostituzione, un tema in un qualche modo anche politico, visto il dibattito sulla regolamentazione del mestiere più antico del mondo. In ogni caso per tutta la mia carriera il mio corpo è sempre stato un atto politico perché mi sono rifiutata di escludermi dalla società, come taluni avrebbero desiderato, ed ho sempre opposto una resistenza passiva agli ostacoli che mi sono stati posti davanti. È infatti fondamentale secondo me non cercare a tutti i costi il muro contro muro nel rivendicare i nostri diritti, ma utilizzare invece un approccio moderato, appunto di resistenza passiva, che non radicalizzi ancora di più coloro che sono contrari”.

Ricordiamo che lo spettacolo Evə tornerà a Torino per il 10 e l’11 novembre, durante una tournée che passerà per tutte le maggiori città italiane e gli Stati Uniti. Ulteriori aggiornamenti in futuro su questo sito.

Davide Cuneo