Tra antropologia e missione, Torino racconta l’identità viva dei Kikuyu
Torino celebra un anniversario di grande rilievo attraverso lo sguardo dell’antropologia e della missione. In occasione del 125° anniversario di fondazione dell’Istituto Missioni Consolata, il 29 gennaio è stata inaugurata presso il Polo Culturale “Cultures And Mission” (CAM) di via Cialdini 2 la mostra “Kirinyaga. Radici sacre, identità viva”. Visitabile fino al 29 novembre 2026, l’esposizione rappresenta la prima produzione originale del Comitato Scientifico del CAM, centro nato nel 2023 con l’obiettivo di valorizzare l’ampio patrimonio etnografico e fotografico raccolto dai missionari della Consolata in tutto il mondo fin dai primi decenni del Novecento.
Il titolo della mostra, Kirinyaga, è il nome con cui il popolo Kikuyu indica il Monte Kenya, montagna sacra e dimora del Dio creatore Ngai. L’esposizione si concentra sulle radici culturali e spirituali di questa popolazione, la più numerosa del Kenya, divenuta nota a livello internazionale anche grazie alla figura di Wangari Maathai, scienziata e Premio Nobel per la Pace, che ha dedicato la propria vita alla tutela dell’ambiente, allo sviluppo sostenibile e ai diritti umani.
«Siamo felici di proporre una mostra sui luoghi dove arrivarono i primi missionari – dichiara padre George Wakhungu Kibeu, Superiore della Regione Europa dei Missionari della Consolata – Il legame con questa terra è profondo e speriamo che il pubblico possa approfondirlo».
Il percorso espositivo si sviluppa attraverso oltre cento oggetti, tra utensili da lavoro, strumenti della medicina tradizionale, armi e oggetti rituali. Tra i reperti più rari spicca il Gicandi, un sonaglio di zucca decorato, di cui esistono pochissimi esemplari al mondo. Questo strumento veniva utilizzato dai cantastorie nei mercati per sfidarsi in complessi duelli poetici basati su enigmi, i ndai. Come spiega la curatrice Elisabetta Gatto, questa tradizione rifletteva la profonda connessione tra l’individuo e la partecipazione alla vita comunitaria, elemento centrale della cultura Kikuyu.
La mostra non si limita a raccontare il passato, ma propone un’analisi dell’identità viva e in trasformazione dei Kikuyu. Attraverso immagini storiche e un video realizzato da Diego Diaz Morales, l’esposizione ripercorre l’incontro tra la cultura tradizionale e i missionari della Consolata, arrivati in Kenya all’inizio del XX secolo. Ne emerge il ritratto di una comunità capace di resistere alla dominazione coloniale, di dialogare con la modernità e di mantenere intatto il legame spirituale con la propria terra d’origine.
Per tutto il 2026, il Polo CAM accompagnerà la mostra con appuntamenti tematici mensili: a marzo “Il ruolo delle donne nella cultura Kikuyu”, ad aprile “La medicina tradizionale”, a maggio “Letteratura” e il “Family CAM” dedicato ai bambini con fiabe animate (31 maggio), a ottobre “Cinema e fotografia missionaria” in collaborazione con l’Archivio di Ivrea e, a novembre, “Le arti”, che segnerà anche la chiusura della mostra.
