Musei e Mostre

Alain Bublex firma la nuova mostra al MAUTO

Che cosa definisce davvero un’automobile? La sua meccanica o lo spazio che racchiude e mette in movimento? A questi interrogativi risponde il MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino con il progetto espositivo Automobili. Una storia di innovazione concettuale, firmato dall’artista francese Alain Bublex. Visitabile dal 22 gennaio all’8 marzo 2026, la mostra si allontana dalla tradizionale esposizione di vetture per proporsi come un percorso filosofico e visivo che attraversa oltre due secoli di storia, dal 1802 a oggi, osservando l’automobile come oggetto capace di modellare il nostro modo di guardare e abitare il mondo.

Il cuore dell’esposizione nasce da una prestigiosa commissione della Fondation Cartier pour l’art contemporain. In questo contesto Bublex ha realizzato À l’abri du vent et de la pluie (“Al riparo dal vento e dalla pioggia”), un insieme di dieci modelli in scala 1:10 presentati nelle sale del museo. Queste sculture sono il risultato di un radicale processo di sintesi: private degli elementi tecnici e funzionali, le automobili vengono ridotte ai loro tratti minimi e riconoscibili. Ogni modello diventa così, nelle parole dell’artista, un “deposito di memoria”, un’immagine capace di attivare ricordi, sensazioni e associazioni personali nello sguardo di chi osserva.

Il percorso espositivo si sviluppa attraverso diversi nuclei che restituiscono la complessità della ricerca di Bublex. Sono presenti 44 opere digitali in cui testi e immagini dialogano per costruire una storia alternativa dell’automobile, spesso lontana dai modelli più celebri e dalla produzione di massa. A queste si affiancano proiezioni video organizzate in due tracciati paralleli: uno dedicato alla precisione del disegno tecnico, l’altro alla fluidità di sequenze ispirate al paesaggio e alla natura. Una sezione più intima raccoglie schizzi e appunti, aprendo al processo creativo dell’artista e al suo metodo di studio. Qui Bublex immagina idealmente un libro impossibile, capace di contenere tutte le forme automobilistiche mai concepite, trasformando l’auto in uno “spazio chiuso che ci contiene e ci trasporta”, estensione del corpo e metafora del nostro modo di vivere la modernità.

Artista che opera al confine tra arte, design e architettura, Alain Bublex è riconosciuto per la sua capacità di smontare e reinventare le forme simboliche della contemporaneità. Con questa mostra al MAUTO, conferma il suo interesse per gli scenari possibili e le storie non lineari, invitando il pubblico a considerare l’automobile non solo come prodotto industriale, ma come uno degli elementi fondanti dell’immaginario moderno.